Tête de Moine aop

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La Tête de Moine è il formaggio che al mondo più si distingue da tutti gli altri per una caratteristica veramente particolare ed è la tecnica di consumo. Esso difatti si consuma a sfoglie raschiate mediante l'uso di un apposito attrezzo, la girolle. Continua sotto.

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Alla Basilica di San Formaggio disponiamo di Tête de Moine 1/2 forma e forma intera. La puoi selezionare cliccando l'apposita tendina in corrispondenza della scritta "formato". Disponiamo anche di Tête de Moine Gold Reserve che trovi nella sua pagina dedicata.

La incredibile storia della Tête de Moine

Il nome particolare Tête de Moine significa "Testa del Monaco" e deriva proprio dal caratteristico aspetto a tonsura che il formaggio prende nel momento in cui viene raschiato a partire dalla faccia superiore. Non è altresì l'unico motivo di cotanto nome.

La Tête de Moine nasce infatti nei monasteri ed in particolare in uno e cioè il Monastero di Bellelay. Il monastero di Bellelay fu fondato da Papa Innocenzo II nel lontano 1136 ed è nell'anno 1192 che per la prima volta i monaci di questo monastero lasciano una prima documentazione circa la produzione di questo formaggio.

Come tanti formaggi alpini la Tête de Moine ebbe all'inizio la funzione di moneta per il pagamento dei canoni annuali d'affitto dei pascoli e a testimonianza di questo uso v'è larga documentazione anche nei secoli a venire. La prima descrizione scritta di questo formaggio, all'epoca chiamato "formaggio di Bellelay" tuttavia è datata solo nel 1628.

In tale documentazione, tra le altre cose, si accenna al fatto che nella sua produzione viene "impiegato latte molto grasso di eccellente qualità, reso tale dalle migliori piante erbacee e aromatiche del paese". Il nome Tête de Moine fu dato molto più tardi e proprio negli anni antecedenti allo scoppio della Rivoluzione francese durante la quale, nel 1797, i monaci furono cacciati dal monastero di Bellelay.

La situazione drammatica comunque non impedì ai poderi sottostanti al monastero di prendere in mano la situazione della produzione e di continuarla. Un certo Hofstetter nella metà del XIX secolo si propose e riuscì a dare nuova linfa alla produzione della Tête de Moine tant'è che nel 1856 al "Concours Universel" di Parigi fu premiato.

Verso la fine del 1800 in tutta la zona circostante Bellelay furono aperti numerose piccole latterie specializzate nella produzione della Tête de Moine. La fama di questo prodotto corse fino alla corte dello zar di Mosca ed i suoi commercianti ne importarono in un solo anno ben 10 tonnellate.

Il 29 marzo del 1978 venne fondata la prima associazione dei produttori di Tête de Moine.

Dove si produce e chi produce la Tête de Moine

La Tête de Moine si produce interamente nella regione dello Jurà svizzero (o Bernese) nel nord ovest svizzero ai confini con la Francia e ruota attorno all'antico monastero di Bellelay. Oggi a Bellelay dove un tempo c'era l'antico fienile del monastero è ubicata la sede della "Maison de la Tête de Moine", un museo dimostrativo sia della produzione che della storia della Tête de Moine medesima.

Sono sette i caseifici iscritti al consorzio di produzione della Tête de Moine, ma all'interno del consorzio medesimo sono compresi tutti gli allevatori conferenti il latte.

Il latte della Tête de Moine

Il latte con cui si produce la Tête de Moine proviene da vacche di razza bruna che pascolano erbe pregiate in estate e fieno in inverno anch'esso proveniente dagli stessi pascoli. D'altronde già dagli inizi la Tête de Moine ha sempre avuto la peculiarità di questa tipologia di latte che tra l'altro esclude dall'alimentazione qualsiasi tipo di insilato e mangimi.

Per produrre una forma di Tête de Moine sono necessari ben 10 litri di latte.

Come si produce la Tête de Moine

Il latte esclusivamente crudo giunge ai locali di caseificazione e viene posto a scrematura naturale per affioramento escludendo qualsiasi tipo di pastorizzazione.

Viene versato in caldaia in miscela tra il latte della sera e quello del mattino, viene portato ad una tempèeratura di 38 gradi e viene aggiunto di caglio. La fase di coagulazione dura circa una trentina di minuti.

A questo punto con l'uso di uno attrezzo speciale e cioè la lira la cagliata viene rotta fino ad ottenere dei granuli omogenei che sono in grado di spurgare più siero possibiole. Durante questa fase la cagliata viene cotta fino ad una temperatura compresa tra i 46 ed i 53 gradi.

Quando la cagliata rotta ha raggiunto la temperatura e l'omogeneità viene estratta dalla caldaia mediante l'uso di una pompa ed indirizzata verso gli stampi del formaggio finale.

Le forme dentro gli stampi vengono poi pressate fino a quando sgronda tutto il siero e poi vengono marchiate ognuna con un disco di caseina indicante il numero del caseificio e la data di produzione in modo tale da garantirne in pieno la rintracciabilità.

Il giorno seguente si passa poi alla fase di salatura che nel caso della Tête de Moine avviene esclusivamente in salamoia per una durata di circa 12 ore.

La stagionatura della Tête de Moine

Il formaggio giovane deve essere posto a stagionare per almeno 75 giorni su assi di abete rosso in una cantina dove c'è un'umidità relativa minima del 90 % ad una temperatura di 13 - 14 gradi.

Durante questo periodo le forme vengono rivoltate giornalmente. La tipica crosta rossiccia che si formerà in questa fase è dovuta al frequente spazzolamento con una miscela di acqua e sale insieme ad una coltura di batteri specifica.

Che cosa è la girolle

La girolle è un attrezzo pensato e messo a punto per facilitare il consumo della Tête de Moine mediante il pratico sistema della raschiatura. Sul mercato, l'uso di questo attrezzo fu introdotto solo recentemente e cioè nel 1982.

La Tête de Moine si sistema sulla girolle dopo essere stata tagliata a metà. E' necessario posizionare il formaggio forandolo nel centro del diametro con il lungo ago d'acciaio e poi, una volta incastonato anche sul piatto di fondo che è dotato di lame che hanno la funzione di penetrare il formaggio impedendo che questo giri durante la raschiatura, si posiziona la raschiatrice sempre nell'ago d'acciaio.

La Tête de Moine e le sue svariate applicazioni

Con il sistema della raschiatura si scopre che la Tête de Moine è uno dei più singolari formaggi al mondo. La formazione di tante simpaticissime rosette che appena raschiate esprimono un gusto armonioso e particolarmente fondente, diventano il punto d'attrazione principale per qualsiasi ritrovo elegante.

Le rosette danno difatti colore e decoro a qualsiasi buffet oppure possono essere sistemate su tantissimi piatti freddi in guarnitura particolare. Non bisogna dimenticare che, tra le altre cose, la Tête de Moine è anche un formaggio molto buono dal gusto sapido e pieno che ricorda la frutta matura, secca e tostata.

Le rosette di Tête de Moine sono perfette anche gratinate su piatti caldi o con la polenta e si abbinano felicemente con qualsiasi tipo di vino o di birra senza mai snaturarsi.

La Tête de Moine poi è un idea regalo pefetta e gradita da qualsiasi amante del formaggio e può diventare, senza mai tradire, anche un ottimo dessert.

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La Tête de Moine è il formaggio che al mondo più si distingue da tutti gli altri per una caratteristica veramente particolare ed è la tecnica di consumo. Esso difatti si consuma a sfoglie raschiate mediante l'uso di un apposito attrezzo, la girolle. Continua sotto.

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