Nuovo Casciotta d'Urbino dop Visualizza ingrandito

Casciotta d'Urbino dop

Nuovo

La Casciotta di Urbino è probabilmente la progenitrice di tutte le caciotte d'Italia e tra queste è l'unica a
fregiarsi della certificazione di origine protetta (DOP) ottenuta nel 1996. Il termine caciotta è di per sè un
termine amplio e molto generico per la definizione di un formaggio in sè e generalmente nel sentire comune è un
formaggio di dimensioni medio piccole a pasta compatta elastica non stagionata e di latte non caratterizzante.

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11,00 €

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Esistono difatti caciotte di latte ovino, misto ovino-vaccino, vaccino, caprino e persino bufalino. La si può acquistare nel formato mezza forma o a forma intera selezionando l'apposita tendina in alto a destra.

LA STORIA DELLA CASCIOTTA DI URBINO DOP

L'usanza di produrre piccole caciotte del peso di meno di un chilogrammo nella zona di riferimento della Casciotta di Urbino è veramente secolare e risale addirittura ai tempi in cui la penisola italiana era abitata da popoli diversi da quelli attuali. Diciamo che prima del prodotto, nella storia compare la figura del produttore. Ai tempi preromani difatti nasce la pastorizia come attività economica ancestrale.

Certe regioni della penisola si popolarono essenzialmente di pastori che erano coloro che avevano capito la tecnologia di allevare bestiame in una forma primitiva di allevamento intensivo. L'uomo aveva capito che l'allevamento zootecnico fatto su scala un poco più grande era in grado di diminuire i costi di economia di scala.

In ampie zone del centro Italia la pastorizia fu per secoli l'attività economica dominante. E dominanti divennero anche tutti quei riti pagani e non che si potevano legare a suddetta forma economica.

Con la pastorizia, nacquero gli itinerari religiosi, nacque il fenomeno della transumanza estiva verso il pascolo appenninico e di ritorno in autunno verso la pianura e nacque anche l'esigenza di immagazzinare i prodotti abbondanti dell'estate per usarne d'inverno.

QUELLA STRANA "S" NEL NOME DELLA CASCIOTTA

Perchè questo formaggio notoriamente inquadrato nella famiglia delle caciotte nel suo nome immette un supplemento di una lettera "S"? Si narra nelle cronache del XVI secolo ci fu errore di trascrizione da parte di un'addetto comunale di Urbino.

Questa "S" che proviene dal dialetto locale fu quindi adottata nell'intuizione non banale di un primo progetto commerciale che mirava a distinguere la caciotta prodotta nella regione orbitante intorno ad Urbino da tutte le altre caciotte prodotte nello Stato Pontificio.

Una intuizione non da poco che permetterà nel corso dei secoli a venire alla Casciotta d'Urbino di diventare la caciotta italiana per antonomasia.

MICHELANGELO BUONARROTI FU IL PRIMO ESTIMATORE UFFICIALE DELLA CASCIOTTA DI URBINO

E' molto noto ai produttori della Casciotta d'Urbino che il loro prodotto nel corso della Storia ebbe un grandissimo estimatore e consumatore. Il Grande Michelangelo Buonarroti difatti nutrì un amore profondo per questo formaggio fino al punto di acquistare un podere nell'Urbinate per non farselo mancare durante tutta la sua permanenza a Roma durante i lavori di affresco della Cappella Sistina.

I LUOGHI DELLA CASCIOTTA DI URBINO

La Casciotta d'Urbino è prodotta esclusivamente nel territorio della provincia di Pesaro-Urbino. Il primo disciplinare ufficiale è di decreto presidenziale del 30 marzo 1982 mentre il riconoscimento europeo che ne sancisce la denominazione di origine è del 1996 e stabilisce che le caratteristiche merceologiche ed organolettiche siano derivanti esclusivamente dalle condizioni ambientali e dalle consuetudini di fabbricazione esistenti nella zona di produzione e tramandate nelcorso dei secoli.

COME SI PRODUCE LA CASCIOTTA DI URBINO

La Casciotta d'Urbino viene prodotta con la miscela di latte ovino intero nella misura del 70-80% e il restante 20- 30% di latte vaccino proveniente da due mungitura giornaliere. Il latte viene addizionato di caglio dopo essere stato portato ad una temperatura di circa 35 gradi.

La cagliata formatasi viene pressata manualmente con tecniche tramandate da generazioni e posta negli stampi. Dopo questa fase si passa alla salatura a secco. Il formaggio è quindi pronto alla stagionatura che varia da 20 a 30 giorni a seconda della stagione e comunque in ambienti a temperatura controllata tra i 10 ed i 14 gradi con umidità relativa di 80-90%

USO RICETTE E ABBINAMENTI DELLA CASCIOTTA DI URBINO

La Casciotta d'Urbino si presta a svariatissimi usi gastronomici sia a caldo e cioè fusa accanto o con tutti i tipi di verdura, sia a freddo nella preparazione di gustose insalate miste o di riso. La sua forma elittica di circa 800 -950 grammi di peso è duttile al taglio, pratica ed estetica per soddisfare le fantasie di ogni preparazione. Si abbina bene a dei vini gaudenti e di struttura leggera e frizzante.

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Casciotta d'Urbino dop

La Casciotta di Urbino è probabilmente la progenitrice di tutte le caciotte d'Italia e tra queste è l'unica a
fregiarsi della certificazione di origine protetta (DOP) ottenuta nel 1996. Il termine caciotta è di per sè un
termine amplio e molto generico per la definizione di un formaggio in sè e generalmente nel sentire comune è un
formaggio di dimensioni medio piccole a pasta compatta elastica non stagionata e di latte non caratterizzante.

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